eventi collaterali

Numerosi eventi animano la mostra. GLI INCONTRI SONO INCLUSI COL BIGLIETTO della mostra del giorno corrente.
PER CHI HA GIà VISITATO LA MOSTRA E DESIDERASSE PARTECIPARE A UN EVENTO RICORDIAMO LA POSSIBILITà DEL "BIGLIETTO RITORNO" (MAGGIORI INDICAZIONI NEL TARIFFARIO)

SHINHANGA. L’ONDA DEL CAMBIAMENTO

INCONTRO CON LA CURATRICE DELLA MOSTRA PAOLA SCROLAVEZZA

Le stampe dello shinhanga si sviluppano ai primi del Novecento al ritmo tumultuoso della modernizzazione del Giappone, sulla quale offrono uno spaccato: dagli scorci caratteristici della provincia ai dettagli delle nuove architetture metropolitane, dalle strade deserte alle case dalle cui finestre filtra un’illuminazione densa e artificiale.

Spiccano l’assenza di figure umane, la pioggia battente, la coltre spessa di neve, a simboleggiare la lotta dell’umanità con gli elementi naturali e per traslato l’inquietudine che accompagna l’avanzare del progresso, il senso di smarrimento e la solitudine dell’individuo di fronte al rapido tramontare della tradizione.

Parallelamente nei bijinga, i ritratti femminili, a essere immortalate ora sono donne reali, che iniziano a muoversi anche al di fuori delle mura domestiche, nelle vie o nei locali dei quartieri alla moda. Sono le stesse cameriere, insegnanti, infermiere e dattilografe che sciamano nei quartieri della capitale: giovani indipendenti e istruite, emancipate, pronte a cogliere le numerose opportunità che il nuovo Giappone offre loro.

Quello che faremo è un viaggio all’interno dell’atmosfera brulicante di vitalità, percorsa dall’onda di un inarrestabile cambiamento, all’interno della quale nasce e si sviluppa lo shinhanga.

La trilogia di Nagasaki di Kan Takahama

INCONTRO CON ASUKA OZUMI

La trilogia di Nagasaki della mangaka Kan Takahama, costituita da L’ultimo volo della farfalla, La lanterna di Nyx e Memorie dell’isola Ventaglio – pubblicate in Italia da Dynit Manga, è una saga che ruota intorno alla vita di tre donne vissute nella seconda metà dell’Ottocento, in un momento di cambiamento epocale e di scambio di nozioni e conoscenze tra il Giappone e il resto del mondo.

Attraverso una storia di fantasia ricca di elementi verosimili che testimoniano l’immane lavoro di documentazione compiuto dall’autrice, chi legge è testimone della scoperta del Giappone da parte dell’Europa e viceversa, grazie alla nascita delle prime imprese di import-export nipponiche.

Giunsero così in Francia anche le xilografie dei grandi maestri dell’ukiyoe, scatenando la febbre dello japonisme in tutto il continente.

Un viaggio alla scoperta di una delle fumettiste più interessanti del panorama manga contemporaneo, acclamata dalla critica e insignita dell’Excellence Award del Japan Media Arts Festival nel 2018 e del prestigioso Grand Prize del premio culturale Osamu Tezuka nel 2020 grazie a La lanterna di Nyx.

IL LINGUAGGIO NASCOSTO DEL KIMONO

INCONTRO CON CHIARA BOTTELLI

Il significato letterale della parola è cosa da indossare, quindi abito.

Ma il Kimono non è solo un abito, è il simbolo immediato di una cultura, di uno stile, della sensualità e della grazia femminile. Equivale a una dichiarazione di identità e allo stesso tempo allude attraverso un complesso sistema di riferimenti simbolici, all’individualità di chi lo indossa.

Questo capo di abbigliamento rappresenta l’estetica giapponese con un linguaggio non verbale, che predilige il nascosto all’ostentazione, il sottinteso piuttosto che l’esplicito

Il Kimono nasce da un tipo di produzione tessile artigianale costituito dall’assemblaggio di moduli di strisce di 30 cm ca , la misura dei telai tradizionali. La forma complessiva si mantiene costante, ma le caratteristiche dei suoi elementi costitutivi permettono di raccontare, da secoli, molto di sé.

Le forme fisiche femminili non sono accentuate come in occidente; il fascino della donna emerge nel mistero del non mostrato, nella grazia dei movimenti e nel manifestarsi lentamente attraverso la propria individualità.

Ogni Kimono veicola un lessico proprio, osservandolo si può risalire al periodo storico, alla stagione dell’anno, al livello di formalità e natura dell’evento in cui viene indossato.

Si potrebbe affermare che il Kimono rappresenti una vera e propria “arte della seduzione”. Venite a scoprirne i segreti in questo incontro unico nel suo genere.

LA VIA DELLA GEISHA AL CINEMA: DA SHIRLEY MCLANE A ‘MEMORIE DI UNA GEISHA’ DI ROB MARSHALL

INCONTRO CON LA CURATRICE DELLA MOSTRA PAOLA SCROLAVEZZA

Nell’immaginario collettivo d’oltreoceano la figura della geisha è ancora oggi il simbolo di una femminilità unica e assoluta, nella quale la raffinatezza e l’eleganza si tingono di erotismo.

Un’immagine di matrice romantica, formatasi sulla base dei racconti dei primi viaggiatori che alla metà dell’Ottocento dall’Europa approdano in Giappone a seguito dell’apertura del paese dopo quasi due secoli di chiusura, e rafforzata dai ritratti delle stampe ukiyoe di Kitagawa Utamaro (1753-1806), che invadono rapidamente i paesi d’oltreoceano influenzando molti artisti, tra cui Van Gogh, Pissarro, Beardsley.

La fascinazione diffusa per questa figura si origina nell’idea ben radicata che la geisha viva un’esistenza votata alla ricerca della bellezza e della perfezione in campo artistico, al cui centro è l’aspirazione a fare di se stessa un’opera d’arte vivente.

Tuttavia a catturare lo sguardo e a titillare il desiderio dell’osservatore straniero non è tanto l’abilità nelle arti tradizionali – la danza, la musica, il canto – quanto l’estetica di cui la geisha sembra farsi interprete: la grazia delle movenze e della postura, l’armonia dei colori e dei drappeggi, la complessità dell’acconciatura, la sensualità della nuca candida lasciata volutamente scoperta.

Il richiamo e la seduzione di un esotismo che ha trovato la sua miglior espressione in opere quali Madame Chrysanthème di Pierre Loti, o Madama Butterfly di Giacomo Puccini, ma che si può ritrovare ancora oggi nel cinema, dalla commedia sofisticata hollywoodiana degli anni ’60 a Memoirs of a geisha, il discusso film di Rob Marshall tratto dal best seller di Arthur Golden.

Un incontro per tutti gli appassionati e curiosi.

Il giapponismo di Aubrey Beardsley. «Something suggestive of Japan»?

INCONTRO COl professore gino scatasta

Il giapponismo di Aubrey Beardsley. «Something suggestive of Japan»?

Il giapponismo invase l’Europa a metà del XIX secolo, ma quando raggiunse la Gran Bretagna la sua influenza sugli artisti più giovani sembrava ormai svanita. Aubrey Beardsley ebbe una carriera rapida ma intensa, divenne famoso con i suoi scandalosi disegni per la Salome di Wilde e morì giovanissimo nel 1898. In lui il giapponismo torna a essere un’esperienza vivificante e la conoscenza delle stampe giapponesi, di cui fu anche collezionista, contribuì ad allontanarlo dal preraffaellismo delle sue prime opere e ad aprirlo alla modernità. Venite a scoprire insieme al Professore Gino Scatasta il fenomeno del giapponismo.

Le metamorfosi del Principe Splendente

INCONTRO CON GIORGIO AMITRANO INCONTRO NEL CIRCUITO SALTO OFF 2024

L’incontro è dedicato al Genji monogatari (La storia di Genji), capolavoro risalente agli inizi dell’XI sec., e alle sue declinazioni contemporanee in una sorprendente varietà di adattamenti teatrali e cinematografici, e versioni manga e anime.

L’incontro è coordinato da Giorgio Amitrano è professore ordinario di Lingua e letteratura giapponese all’Università di Napoli “L’Orientale”.

Il professor Amitrano è il traduttore ufficiale in Italia di autori celebri come Kawabata Yasunari, Mishima Yukio, Miyazawa Kenji, Murakami Haruki e Yoshimoto Banana.

Fra i riconoscimenti ottenuti, il Noma Translation Award 2001, il Premio Grinzane-Cavour 2008, il Premio Giovanni, Emma e Luis Enriques 2018 e, nel 2020, l’onorificenza del governo giapponese “Ordine del Sol Levante, Raggi in oro con nastro”.

Dal 2013 è stato per quattro anni direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo.

È autore di una monografia su Kawabata, pubblicata in Giappone nel 2007, e del volume Iroiro. Il Giappone tra pop e sublime (2018), Premio Umberto Agnelli 2020.

La persona giusta per conoscere insieme la storia del Principe Splendente.

Evento nel circuito OFF del SalTO 2024.

Moyoco Anno e l'eredità del bijinga

INCONTRO CON LA professoressa anna specchio

Con il termine bijinga ci si riferisce alle rappresentazioni di belle fanciulle nell’arte giapponese.

Sebbene sia usato in particolare riferimento alle xilografie di epoca moderna, indica  in senso più ampio tutti i ritratti di belle donne.

Oggi, il manga, veicola tali raffigurazioni grazie ad artiste e artisti che raffigurano belle donne in chiave pop. Moyoco Anno, mangaka e artista di fama internazionale, nota in Italia per titoli come Sakuran, Memorie di un gentiluomo, Buffalo 5 Girls o Questo non è il mio corpo, è una di loro.

In questa presentazione discuteremo delle rappresentazioni femminili all’interno dei suoi manga e delle sue pitture, nonché delle tematiche che tocca nelle sue opere.

Sadayakko a Torino e la scoperta del teatro giapponese

INCONTRO COn l'autrice Carmen Covito

Nell’aprile del 1902 al pubblico italiano fu presentato per la prima volta uno spettacolo di teatro giapponese.

Sadayakko, un’ex geisha diventata attrice che era stata esaltata dai giornalisti europei come “la Duse del Giappone”, suscitò grande curiosità, scatenò polemiche tra i critici e fu ammirata per il suo esotismo.

Molti credettero di vedere animarsi davanti ai propri occhi le scene delle stampe, dei ventagli e degli altri oggetti d’arte che avevano nutrito la moda del giapponismo, soffusa di un delizioso rimpianto per un mondo che stava scomparendo.

In realtà, la carriera successiva di Sadayakko in Giappone ci rivela che fu un’innovatrice, protagonista e pioniera dell’affermazione delle donne sui palcoscenici tradizionalmente riservati agli uomini.

Oggi possiamo vederla come una figura emblematica della transizione dallo spirito di ricerca dell’epoca Meiji alla modernità dell’epoca Taishō con la sua effervescenza culturale. Un incontro per conoscere insieme “la Duse del Giappone” insieme all’autrice Carmen Covito.

L’Origine del Manga in un Giappone sospeso tra Tradizione e Modernità

INCONTRO CON FABIO VALERIO, REDATTORE CAPO DI MONDO JAPAN

Un incontro, per scoprire e capire, un mondo esotico pieno di bellezza e armonia che ha saputo trasportare tutto questo sulla carta a forma di fumetto.
Un Universo a volte contraddittorio ma ricco di arte e cultura.

Una storia che inizia da Hokusai, per evolversi in una diversificazione stilistica-estetica senza eguali, per passare al Maestro Osamu Tezuka che ha messo le basi per il Manga moderno, arrivando in questo nuovo Millennio la cui forma artistica è diventata parte del progetto Internazionale Japan Cool.

L’incontro coordinato da Fabio Valerio vi porterà a conoscenza di alcuni Mangaka che hanno saputo portare il manga, ad essere una delle letture di maggior successo nel Mondo, da Go Nagai a Leiji Matsumoto, da Eiichiro Oda a Rumiko Takahashi…in un contesto in cui il folklore secolare si mixa con la iper-tecnologia.

Per giungere in Italia con l’evoluzione del manga dagli anni 80 ad oggi, tra successi, critiche e nuove forme sociali.

«SHE WAS THE GARBO OF JAPAN» - HARA SETSUKO: L’ATTRICE, L’ICONA

INCONTRO CON LA PROFESSORESSA CLAUDIA BERTOLè

Nasceva nel 1920 Hara Setsuko, al secolo Aida Masae, l’attrice che più di ogni altra del cinema classico giapponese divenne icona intramontabile.
Definita la «Garbo del Giappone», la «Vergine eterna», diede corpo a un caleidoscopio di personaggi tra i quali la resero famosa, anche agli spettatori europei, quelli dal fascino mite, seppur velato da un’ambiguità profonda.


L’incontro con Ozu Yasujirō, il regista di cui diventò la musa, avvenne nel Dopoguerra ed essere diretta da uno dei più grandi cineasti di tutti i tempi comportò uno scarto in avanti nella crescita artistica e professionale.

Il rapporto tra il regista e l’attrice è stato fin dagli esordi un enigma, ma in ogni caso le protagoniste di Tarda Primavera o di Viaggio a Tokyo rimangono tra le sue interpretazioni più significative.

Il ritiro precoce dalle scene e dalla vita pubblica nel 1963 (lo stesso anno della morte di Ozu) la rese ancora di più icona inafferrabile.

Nell’incontro del 29 giugno cercheremo di ripercorrere i passi di un’attrice la cui carriera ha attraversato trasformazioni storiche epocali sotto la guida dell’esperta di cinema asiatico e giapponese: Claudia Bertolé.